Stramilano (Milano)
21-km.pnga posto. Fuori il cielo era completamente grigio con una fitta pioggerellina incessante che bagnava fastidiosamente tutto. Fortunatamente la temperatura è rimasta attorno ai 10°C, ottimale per correre. Sono partito presto insieme a Zio e mamma e con tutta calma ci siamo portati al deposito borse. Il problema fondamentale è stata la sensazione di malessere che mi ha accompagnato per tutto il tempo. Ancora non sono riuscito a capire a cosa fosse dovuta. Non era nausea e nemmeno pesantezza di stomaco. Stanchezza tantomento, o almeno quella ne avevo solo nelle gambe. Fatto sta che appena entrato in griglia di partenza allo sparo che ha dato il via a questa 39° Stramilano sono come stato proiettato in un nuovo corpo e in un nuovo mondo. Segue »

Stramilano 2010


Ero e sono totalmente consapevole che per fare una buona gara si deve essere pronti sia fisicamente che mentalmente. Il via dello starter ai 21 Km di questa mattina mi ha probabilmente reso conscio di questo. Così ho cambiato repentinamente atteggiamento e sono partito alla ricerca di un nuovo risultato. Il primo chilometro è stato più un riscaldamento che altro. In tanti, troppi si erano infilati tra le prime file pur non volendo fare un tempo-basso ed hanno creato una sorta di tappo che ha reso difficile partire con buon ritmo e superare chi stava davanti. Così dopo solo i primi mille metri mi sono trovato a dover rincorrere per recuperare il gap di 40" creatosi (5' 10" il tempo totale del primo chilometro). Nel più breve tempo possibile ho cercato di pianificare un recupero gradevole per provare a battere il mio personale di Treviglio. Così ho aumentato il passo da subito e al 7 Km mi sono già ritrovato in pari, con un intermedio di 31' 29" e una media negli ultimi sei chilometri di 4' 23". L'affanno però si è fatto sentire e prima di arrivare in Corso Buenos Aires ho leggermente decelerato l'andatura. Ad ogni riferiemento successivo ho notato però che i secondi sotto l'intermedio diminuivano, anche di poco. Ogni tanto per non deconcentrarmi troppo ho dato uno sguardo veloce alla città. La Milano grigia dell'autunno nonostante oggi fosse primo giorno di primavera. Poche auto e pochi clacson, fortunatamente. Soprattutto in vista della Maratona in programma tra tre settimane. Per strada un pubblico quasi forzato, qualche timido applauso e niente più. Sempre meglio delle grida di protesta. Poi un passo dopo l'altro mi sono avvicinato al decimo chilometro. Poco prima mi sono sentito chiamare alle spalle e con sorpresa ho riconosciuto Mathias, amico-collega-runner. Due parole veloci seguite da un in-bocca-al-lupo e il ritmo costante nei piedi. In effetti da qui in poi ho praticamente spaccato il cronometro segnando ad ogni intermedio un tempo mai superiore ai 4' 30". Meglio, molto meglio di Treviglio, e soprattutto un costante abbassarsi del possibile finale. Con l'avvicinarsi del 15 Km una piccola crisi, complici falsipiani in salita e in discesa, qualche curva di troppo che rompe il ritmo e soprattutto l'allungo ad inizio gara. Nei pressi del rifornimento sfrutto il glikogel che ho in tasca e dopo poco mi riprendo. Al cronometro nessuno s'è accorto di nulla. Quando inizia la parte finale di gara dal diciassettesimo in poi divento fiducioso. Purtroppo da Viale Washington in poi torna a farsi sentire qualche clacson-maleducato, incapace di apprezzare uno sport dove conta il sacrificio più d'ogni altra cosa. Conto i metri alla fine, mantengo il passo e calcolo il possibile finale sperando di non perdermi prima. Cerco di non lasciarmi trascinare dal fiume di gente che aumenta il passo fino al gonfiabile dell'ultimo chilometro dove arrivo ancora in vantaggio di 30". Poi lascio che siano le gambe e l'adrenalina a fare il resto. Per la prima volta mi accorgo che all'arrivo non c'è nessuno ad aspettarmi, né Sara né il resto del gruppo. Ma mi butto lo stesso a capofitto. Le ultime centinaia di metri attorno all'Arena dentro al Parco Sempione sono le più critiche, calpestando un sentiero di fanghiglia argillosa e scivolosa. Poi quando i piedi assaporano la morbidezza della pista di atletica so che è finita. Un ultimo sprint, qualche linguaccia ai fotografi e il cronometro di ferma: 1h 34' 04". Nuovo personale sulla Mezza e 780° posizione in classifica finale. Non male per come era cominciata la giornata. Peccato per quei pochi secondi che fanno scattare un nuovo minuto. Dietro di me subito mio Zio, per la prima volta dietro sulla distanza. Poi l'ultimo brava a mia mamma che col suo nuovo personale segna anche il suo primo secondo posto di categoria già sfiorato altre volte. Ora solo la Maratona nella mente. Tra tre settimane. Sempre live. Sempre da Milano.
Pubblicato Domenica 21 Marzo 2010 - 17:39 (letto 795 volte)
Comment Commenti (8) Print Stampa

avatarDa: sconosciuto Data: Domenica 21 Marzo 2010 - 17:56

ora..forse parte di quel tappo ero io..no scherzo mi son messo subito di lato, comunque ho notato si imbucavano tutti e molti più lenti si piazzavano in mezzo alla strada. nelle gare così uno lo deve preventivare ahime un ritardo da recuperare in partenza..non è mai come in allenamento che non abbiamo nessuno che ci ostacola!
mathias

avatarDa: TuQ Data: Domenica 21 Marzo 2010 - 18:21

Nulla di personale eh... ma c'era veramente troppa gente che non correva. Sai alla maratona hai tempo per recuperare, in una mezza è più difficile. Il problema è che a Milano non c'è controllo e praticamente nessuno rispetta i cancelli. Anche io ero sono entrato più avanti. Devo solo ricordarmi di arrivare un po' prima. ;) E cmq dal tuo racconto mi sembra che tu sia andato fin troppo forte...

avatarDa: Brandon Data: Mercoledi 11 Aprile 2012 - 02:37

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